La Maremma Toscana

28 Marzo 2023by Adj Gorodetzky

La Maremma si estende per circa un quarto del terrritorio della Toscana, tra le province di Livorno e Grosseto. Già Dante nella Divina Commedia ne aveva delineato i confini tra Cecina e Tarquinia nell’Alto Lazio. Quello che rende unica la Maremma, facendone un microcosmo perfetto, è la diversità del suo territorio. Mare, collina e montagna si fondono insieme e colorano diversamente il paesaggio. L’azzurro del mare cristallino dell’Argentario, il nero degli scogli di Talamone, il giallo delle lunghe spiagge di Castiglione della Pescaia, il verde delle colline di Massa Marittima e il marrone del Monte Amiata.

La Maremma Toscana è Suddivisa in tre zone :

l’Alta Maremma

Una zona che interessa gran parte della provincia di Livorno e che comprende l’area delle colline metallifere fino al Golfo di Follonica. La cultura e il paesaggio sono astrattamente legati alle risorse minerarie del territorio, il cui sfruttamento si è protratto per secoli dall’epoca arcaica ai giorni nostri. Qui gli Etruschi crearono una fitta rete commerciale fondando molte città tra le quali Gavorrano, Montieri e Monterotondo.

I colori della natura si fondono con le sfumature dei metalli, creando suggestivi paesaggi costellati di castelli, chiese, fortezze e torri d’avvistamento. Punto focale di questo magico paesaggio è la città di Massa Marittima, piccola grande città del Medioevo dal meraviglioso Duomo e dall’imponente Cassero.

La Maremma Grossetana

O Maremma propriamente detta. La città di Grosseto, con il Duomo, il Cassero Senese e le Mura Medicee, rappresenta bene le diverse anime che hanno abitato questa zona. I dintorni di Grosseto sono infatti ricchi di testimonianze storiche e d’arte il cui massimo esempio è il sito archeologico della città etrusca di Roselle. Ma Grosseto è anche mare e spiaggia, come Marina di Grosseto e Principina, pineta e porti turistici naturali come Castiglione della Pescaia e Punta Ala. E poi la zona più interna, che si estende fino alle pendici del Monte Amiata che alterna sinuose colline a fitti boschi. Un paesaggio arricchito da borghi e castelli come Scansano, famoso per il Morellino, Campagnatico e Civitella Paganico.

La Bassa Maremma

Questa zona confina con il Lazio, è forse la zona più rappresentativa dell’intera Maremma. Qui si trova la Costa d’Argento, affacciata sull’ultimo tratto del mare di Toscana e immersa nel Parco Naturale della Maremma o dell’Uccellina. Orbetello, avvolta dalle acque della laguna, Talamone, con la sua rocca e il borgo antico, Capalbio e il Giardino dei Tarocchi, il Monte Argentario dalle impervie scogliere e l’acqua cristallina con Porto Ercole e Porto S. Stefano, sono solo alcune delle bellezze di questa zona della Maremma. Per non parlare dell’entroterra, zona rinomata per il tufo le cui radici etrusche sono ancora ben visibili, come testimoniano le città di PitiglianoSorano e Sovana. In questa parte di Maremma si trovano anche le famose sorgenti termali di Saturnia, dalle proprietà curative.

La Maremma è indubbiamente una parte della Toscana da visitare, perchè molto ha da offrire. Non solo cultura e paesaggi mozzafiato, ma anche prodotti tipici e vini da degustare. La cucina maremmana è fatta di piatti semplici e tradizionali realizzati con prodotti locali e stagionali di altissima qualità da accompagnare con un buon bicchiere di Morellino di Scansano o di Bianco di Pitigliano. Il piatto più rappresentativo è l’acquacotta, che ha sfamato intere generazioni di maremmani ed è il simbolo dell’arte di fare di necessità virtù. Infatti non esiste una ricetta unica poichè ogni massaia usava i prodotti stagionali del suo orto e il formaggio del suo gregge. Sicuramente l’ingrediente comune a tutte le ricette è l’olio extra vergine dei colli maremmani.

 

La Maremma Toscana è rappresentata in modo variegato in tutto il suo vasto Territorio, con alcune peculiarità degne di nota: la fitta linea di pinete che costeggia il litorale (formate dai classici pini a ombrello), la natura selvaggia della parte collinare (con carpini, felci, ontani, sambuchi e noccioli), alternata alla profumatissima macchia mediterranea (caratterizzata da diversi arbusti come il leccio, corbezzolo, mirto, lentisco e una vegetazione sempreverde con moltissime piante aromatiche come il rosmarino) ai campi coltivati e l’ambiente prato-pascolo, tipico della Maremma Toscana e Laziale. Ambienti dove la natura è ancora l’indiscussa regina, nella Maremma Livornese, a nord, e nella Maremma Grossetana, al centro, dove da secoli pascolano allo stato brado e semibrado bovini maremmani e i Cavalli di Razza Maremmana, guidati e curati dai leggendari butteri, i pastori della Maremma, gli ultimi mandriani del vecchio continente, presenti oggi soprattutto nell’area protetta del Parco Naturale Regionale della Maremma.

 

La Maremma ha conservato nei secoli un’unità organica, dimenticata da governi e amministrazioni, utilizzatama mai abbastanza considerata.  La gente di Maremma ha sviluppato un cemento di usi, consuetudini, abitudini costruite su un nucleo di vite condotte sul tema della sfida individuale alle condizioni avverse, sul contare comunque e sempre su se stessi, sul non darsi mai per vinti e non chiedere niente a nessuno. Cambiano i paesaggi, i profili geografici, i modi e le forme per affrontare una natura un tempo ostile, mare e montagne, pesca, allevamento, miniera, bosco, ma il sapore della Maremma resta uguale. Semmai in alcune zone è più intenso perché ancora incontaminato dal contatto con il mondo esterno. Esistono quindi più Maremme, ambienti, paesaggi, persone e culture diverse, ma l’anima è una sola indivisibile, quella di una bellezza mozzafiato ancora tutta da scoprire.

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Adj Gorodetzky

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